L’ampliamento del congedo parentale obbligatorio per i papà dipendenti era stato confermato dalla Legge di Stabilità 2017 e l’ultima novità riguarda la durata del congedo obbligatorio; raddoppiata da 2 a 4 giorni. Possono accedere al beneficio i padri lavoratori dipendenti anche adottivi e affidatari, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio o dall’adozione e affidamento avvenuti a partire dal 1° gennaio 2013.

Il congedo obbligatorio è fruibile dal padre entro il quinto mese di vita del bambino e quindi durante il congedo di maternità della madre lavoratrice o anche successivamente purché entro il limite temporale sopra richiamato. Tale congedo si configura come un diritto autonomo e pertanto è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al proprio congedo di maternità. Il congedo obbligatorio è riconosciuto anche al padre che fruisce del congedo di paternità ai sensi dell’articolo 28 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

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Tali congedi sono retribuiti e possono essere utilizzati anche nel caso in cui la madre rinunci al suo congedo di maternità. L’INPS infatti riconosce al padre lavoratore un bonus-indennità pari al 100% della normale retribuzione giornaliera percepita. Tale importo del bonus viene dunque calcolato in base allo stipendio percepito durante il periodo di lavoro precedente il mese nel quale ha avuto inizio il congedo.

FONTE: INPS

 

 

Tiziana Biasion

Responsabile dello Studio Rossi, Consulente del Lavoro ed Amministratrice del personale di aziende italiane dislocate in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e di multinazionali con headquarters nel Far East.

Email: tiziana.biasion@studiorossihr.it

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