Lavoratori socialmente utili, lo Stato assume a tempo indeterminato

5 Gen 2021 | Comunicazioni

Lavoratori socialmente utili: un emendamento proposto nella nuova legge di Bilancio sancirebbe, per quest’anno, il passaggio a tempo indeterminato e senza richiesta del titolo di laurea di tutta la forza lavoro già impiegata con contratti precari

 

Lo Stato assume. Fino a marzo, a tempo indeterminato e senza necessità del titolo di laurea.

È questa la sintesi che si ricava dalla lettura del testo della legge di Bilancio, in attesa di approvazione da parte del Senato, alla voce “lavori socialmente utili”.

Con deroga speciale per l’anno 2021, secondo una procedura perciò eccezionale rispetto alla normativa in vigore, il Parlamento sembrerebbe intenzionato ad assumere a titolo definitivo tutti quei lavoratori che percepiscono dallo Stato una qualsiasi forma di supporto al reddito, in quanto privi di occupazione stabile, e sono dallo stesso impiegati, conseguentemente, in mansioni di pubblica utilità.

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Si tratterebbe, nello specifico, della forza lavoro inquadrata nell’ambito di contratti di assunzione a tempo determinato.

Così recita il comma di nostro interesse: “Nell’anno 2021, in deroga a quanto previsto dall’articolo 1, commi 446 e 447, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, le amministrazioni pubbliche utilizzatrici dei lavoratori socialmente utili mediante contratti di lavoro a tempo determinato o contratti di collaborazione coordinata e continuativa nonché mediante altre tipologie contrattuali, possono assumere a tempo indeterminato i suddetti lavoratori da inquadrare nei profili professionali delle aree o categorie per i quali non è richiesto il titolo di studio superiore a quello della scuola dell’obbligo che abbiano la professionalità richiesta, in relazione all’esperienza effettivamente maturata, e i requisiti previsti per l’accesso al pubblico impiego”.

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Oltre al requisito della preesistenza di un rapporto di lavoro nel settore pubblico, un altro criterio di facilitazione all’accesso a un’occupazione stabile sarebbe il titolo di studio, che esclude la preparazione universitaria. D’altra parte, dovrebbe “fare punteggio” una certa anzianità di servizio nel settore.

Ma quali sono i profili e i requisiti principali richiesti?

Scorriamoli per punti:

  • Svolgimento di attività non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi
  • Maturazione, al 31 dicembre 2020, di alle dipendenze dell’amministrazione che procede all’assunzione, almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni
  • Selezione del personale mediante prova di idoneità, dei lavoratori che non siano stati previamente individuati, in relazione alle stesse attività svolte, con procedure selettive pubbliche anche espletate presso amministrazioni diverse da quella che procede all’assunzione
  • Selezione del personale secondo le esigenze e i limiti di spesa della singola Pubblica amministrazione