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La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 24828/2018, ha stabilito che rientra nell’orario di lavoro tutto il tempo in cui le energie del prestatore restano a disposizione del datore di lavoro, anche in caso di momentanea inattività, e la prestazione resa deve essere remunerata in misura corrispondente al tempo complessivo necessario a svolgere le mansioni affidate.
Quindi, si configura come lavoro straordinario la giornata lavorativa di un dipendente che supera le nove ore e mezzo, anche se parte di questo tempo viene utilizzato per recarsi con l’auto aziendale sui vari cantieri e siti, come accadeva nel caso esaminato dalla Cassazione.

 

 

Tiziana Biasion

Responsabile dello Studio Rossi, Consulente del Lavoro ed Amministratrice del personale di aziende italiane dislocate in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e di multinazionali con headquarters nel Far East.

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