Naspi 2021: L’Istituto ha riformato alcune istruzioni per ottenere l’assegno di disoccupazione biennale. A partire dalla possibilità di coniugarlo con l’assegno di ricollocazione e, per le partite Iva, di ottenere il pagamento in un’unica soluzione

 

Naspi: un tema per fortuna o purtroppo, questo lo decida chi legge, di grandissima attualità.

Quali sono le novità per la ricezione dell’assegno di disoccupazione nel 2021? Analizziamole insieme.

A partire dalla segnalazione di quella più macroscopica: la possibilità per i richiedenti in possesso dei requisiti, introdotta dalla legge di Bilancio 2021, di ottenere contemporaneamente l’assegno di ricollocazione, finalizzato a un pronto reinserimento del lavoratore disoccupato nel mondo delle professioni.

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Passiamo ora ai requisiti, conoscenza preliminare indispensabile prima di imbastire le procedure con l’Inps.

Il richiedente, infatti, deve essere in grado di documentare all’Istituto la presenza di un minimo di tredici settimane contributive nei quattro anni precedenti l’inizio della disoccupazione e lo svolgimento di un minimo di trenta giornate di lavoro svolto nei dodici mesi precedenti l’inoltro della domanda.

Inoltre, il richiedente può appartenere anche a una delle seguenti specifiche categorie:

  • Apprendista
  • Socio lavoratore di cooperative con rapporto di lavoro subordinato
  • Personale artistico con rapporto di lavoro subordinato
  • Dipendente a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni
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Mentre risultano esclusi dal beneficio i seguenti tipi di lavoratore:

  • Dipendente a tempo indeterminato della pubblica amministrazione
  • Operaio agricolo a tempo determinato o indeterminato
  • Lavoratore extracomunitario con permesso di soggiorno legato allo svolgimento di un’attività stagionale

Chi, dunque, ha le carte in regola per salire sul carro dell’Inps deve, in seconda battuta,  ottenere lo stato di disoccupazione, cui hanno diritto i soggetti in possesso del requisito non già dell’assenza di un rapporto di lavoro, bensì di un preciso reddito percepito in relazione a un’eventuale attività svolta, subordinata o autonoma.

In particolare, per un lavoro subordinato il limite per coniugarvi la Naspi è 8.145 euro lordi annui, per un’attività autonoma 4.800 euro lordi annui.

Fatte salve tali condizioni, lo stato di disoccupazione viene certificato presso il Centro per l’impiego.

A questo punto, la domanda legittima: quanto vale l’assegno, di durata biennale?

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Calcoli algebrici a parte, basti dire che, con un valore mensile risultante pari o inferiore alla cifra di 1.221,44 euro, l’importo erogato dall’Inps corrisponde al 75% di tale cifra.

Altrimenti, con un importo risultante superiore, viene effettuata un’aggiunta del 25%.

In ogni caso, l’importo massimo percepibile non supera la soglia di 1.328,76 euro.

Inoltre, è importante ricordare che, a partire dal primo giorno del quarto mese di attivazione dell’indennità, la medesima subisce una decurtazione progressiva del 3% mensile.

Infine, ricordiamo che, per coloro che, assicuratasi la Naspi, intendono avviare un lavoro in forma autonoma con partita Iva, esiste la possibilità di ottenere il pagamento dell’importo spettante in un’unica soluzione.