Slittano a luglio le regole ordinare sullo Smart Working, tra cui l’obbligo di accordo individuale tra datore di lavoro e dipendente. L’identificazione delle prestazioni in modalità agile per i lavoratori fragili avverrà attraverso l’elenco del Ministero del Lavoro e della Salute.

 

A fine marzo termina lo stato d’emergenza per la pandemia da Covid-19, ma il Governo ha deciso di non cambiare le regole vigenti sullo Smart Working.

La possibilità di ricorrere allo Smart Working nel settore privato senza l’accordo individuale tra datore e lavoratore, e quindi ancora con un regime semplificato, è dunque prorogata al 30 giugno 2022.

La stessa disposizione è valida per lo svolgimento del lavoro agile per i lavoratori fragili.

 

Smart Working semplificato

La proroga al 30 giugno 2022 prevista dal decreto Covid del 17 marzo concede più tempo a lavoratori e imprese per il ritorno alla normalità.

Resta per ulteriori due mesi il regime semplificato per l’attivazione del lavoro agile, e solo dal 1° luglio 2022 sarà obbligatoria la stipula dell’accordo individuale tra azienda e dipendente, da inviare al Ministero del Lavoro.

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Lo Smart Working sarà considerato modalità ordinaria di lavoro, ma per individuare i lavoratori interessati dalla proroga della tutela torna in campo il decreto adottato dal Ministero del Lavoro, della Salute e della Pubblica Amministrazione lo scorso 4 febbraio.

 

Gli accordi individuali slittano a luglio 2022

Come previsto nel nuovo decreto Covid approvato dal Consiglio dei Ministri, per tornare alle regole ordinarie in materia di Smart Working bisognerà aspettare il 30 giugno.

Non verranno meno tutte le agevolazioni per il lavoro agile previste durante la pandemia e, in particolare, il datore di lavoro che vorrà continuare a utilizzare lo Smart Working nella sua azienda non sarà obbligato a firmare un accordo individuale, con ogni singolo dipendente interessato, per disciplinare gli aspetti individuati all’interno della legge 81/2017, ma potrà continuare a utilizzare le agevolazioni previste.

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Smart Working per lavoratori fragili

Il comma 2 dell’articolo 10 del decreto Covid in circolazione, ancora in bozza, dispone la proroga del diritto allo svolgimento della prestazione lavorativa in Smart Working per i lavoratori fragili, anche attraverso l’adozione a diversa mansione o mediante lo svolgimento di attività di formazione da remoto.

Rispetto a quanto previsto fino ad oggi, nella bozza del decreto viene tuttavia richiamato il provvedimento previsto dal decreto Natale n. 221/2021 per l’individuazione delle patologie per le quali ricorre la condizione di fragilità, inizialmente previsto ai fini dell’accesso allo Smart Working fino al 31 marzo ma poi superato in sede di conversione.

Considerando che il testo definitivo del decreto approvato il 17 marzo 2022 non è ancora disponibile, restiamo in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per un’analisi più dettagliata.