Le possibili conseguenze a seguito del cambiamento dei requisiti per il Reddito di cittadinanza e come funzionano le regole sui controlli

 

Il Reddito di cittadinanza permette di ricevere un assegno mensile fino a un importo massimo di 780 euro a chi risponde di determinati requisiti, a partire dal mese successivo a quello della richiesta.

Tali requisiti, tuttavia, devono permanere nel corso di tutto il periodo in cui si percepisce il beneficio. Nel caso dovessero cambiare, cambierebbe anche l’importo dell’assegno percepito o addirittura potrebbe interrompersi il beneficio.

Ecco le possibili conseguenze a seguito del cambiamento dei requisiti e come funzionano le regole relative ai controlli.

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L’art. 7 del DL 4/2019 che ha introdotto la misura, prevede al comma 5 che si decade dal diritto di percepire il Reddito di cittadinanza quando, anche solo uno dei componenti del nucleo familiare:

  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro o il Patto per l’inclusione sociale;
  • non partecipa, senza addurre giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
  • non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue (con un compenso superiore all’assegno) oppure, in ipotesi di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni mendaci;
  • non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • svolga attività di lavoro dipendente o attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato e venga sorpreso dalle autorità competenti.
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Come funzionano i controlli

Il meccanismo dei controlli sulle persone che percepiscono la misura integrativa al reddito è piuttosto complesso e chiama in causa diversi attori protagonisti, tra cui l’Agenzia delle Entrate, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, la Guardia di Finanza e le altre autorità di controllo.

Le verifiche preventive sulla sussistenza dei requisiti necessari per poter presentare la domanda al Reddito di cittadinanza vengono effettuate dall’Inps.

L’Istituto, nella sua attività di controllo, può incrociare i dati provenienti da altri enti e verificare con semplicità se i requisiti sono veritieri e permanenti, come ad esempio quelli forniti dall’ACI (Automobile Club d’Italia), dall’Agenzia delle Entrate, dal Ministero di Giustizia, dalle Regioni e dai Comuni.

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L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, invece, svolge le attività di controllo successive alla concessione dell’assegno, con particolare riferimento all’accertamento dello svolgimento di prestazioni di lavoro “in nero” da parte dei soggetti appartenenti ad un nucleo familiare beneficiario del sussidio.

I controlli dei requisiti di residenza, soggiorno e composizione del nucleo familiare vengono espletati, invece, dal Comune di residenza indicato dal richiedente al momento di presentazione della domanda.