A fronte dell’eccessiva complicazione dell’attuale sistema di norme, il Mef vorrebbe procedere quanto prima a una rivisitazione generale del sistema coinvolgendo tutte le parti interessate

 

Punto di non ritorno. È quello raggiunto, secondo il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, dal sistema fiscale e tributario italiano, caratterizzato da un livello di complessità e di affastellamento di norme, commi e cavilli in grado di mettere a dura prova anche il più pignolo dei esperti fiscalisti.

Ecco perché una rivisitazione generale dell’intero apparato è urgente ed ecco perché il ministro vorrebbe mettere mano ai lavori entro il mese di aprile.

Ma con calma: non ci si oppone a Bruxelles, che nelle scorse settimane aveva pubblicato una previsione relativa al nostro futuro deficit al 2,4%, subito cassata come errata e pessimistica dal Mef, per fare poi le cose a metà.

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Semplificazione e razionalizzazione, infatti, dovranno essere le parole d’ordine di una riforma pensata e condotta in maniera ecumenica.

Vogliamo realizzare una riforma fiscale complessiva. Una sfida necessaria, perché siamo arrivati a un livello critico di affastellamento, scomposizione e complicazione del nostro ordinamento tributario. Il mio obiettivo è presentare un disegno di legge delega e poi procedere alla sua approvazione, anche in parallelo al lavoro sui decreti delegati” ha spiegato Gualtieri.

La peculiarità, nell’elaborazione delle prossime norme fiscali, sarà perciò il coinvolgimento diretto delle parti interessate nel mondo del lavoro, per quanto riguarda l’avanzamento di proposte che il legislatore terrà in considerazione o l’espressione di pareri vincolanti rispetto ad altre, già esistenti.

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Tra i punti caldi da discutere, la rimodulazione delle aliquote Iva, la querelle tra sfoltimento delle detrazioni fiscali o abbassamento delle aliquote Irpef, la riduzione del cuneo fiscale e la salvaguardia del principio costituzionale relativa alla progressività delle imposte dirette.