Smart Working per lavoratori fragili, immunodepressi o muniti di legge 104

26 Ott 2020 | Comunicazioni

Una modifica introdotta a un comma del decreto Cura Italia inserisce la prescrizione del telelavoro per i dipendenti immunodepressi o muniti di legge 104. Al limite modificandone la mansione professionale

 

Non se ne era di certo andato, fatto sta che è tornato a mordere e obbliga ancora una volta lo Stato ad adeguare le norme sul lavoro a uno stato di cose eccezionale.

Ci riferiamo al Coronavirus, la cui seconda ondata di contagi ha indotto il legislatore a modificare le regole in merito allo smart working per i lavoratori fragili.

Chi sono costoro?

Passiamone in rassegna i tipi, indicati dal decreto legge “Cura Italia” dello scorso mese di agosto:

  • Individui immunodepressi
  • Individui affetti da patologie oncologiche
  • Individui sottoposti a terapie salvavita
  • Individui che usufruiscono della legge 104

Ebbene, se, stante la normativa precedente abrogata, l’assenza dal luogo fisico di lavoro delle suddette categorie di impiegati doveva essere considerata dall’azienda come equivalente a un periodo di ricovero ospedaliero, ora, e fino al prossimo 31 dicembre, la medesima assenza non è più equiparabile a uno stato di inagibilità del lavoratore “protetto”, poiché quest’ultimo risulterà operativo in modalità di telelavoro.

Non solo.

Qualora il datore di lavoro si trovasse in difficoltà a trasferire il proprio dipendente catalogato come “fragile” in versione smart working, è comunque tenuto ad allocarlo in questa precisa modalità.

Lo precisa l’art. 26 del succitato decreto legge Cura Italia, alla voce in cui dettaglia che lo smart working è la strada obbligata per le aziende, da perseguirsi “anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto”.

Come a dire che, se una formula per lavorare da casa non c’è, bisogna inventarsela.

Da parte sua, il lavoratore che accederà a questo trattamento dovrà comprovarne il diritto attraverso l’esibizione di uno specifico certificato medico redatto da personale medico o ospedaliero.