Smart Working, Regione Lombardia vara un piano da oltre 4 milioni di euro

9 Mar 2020 | Comunicazioni

Spinto dall’emergenza Coronavirus, il Pirellone ha pronto un contributo a fondo perduto per tutte le imprese interessate a sviluppare il lavoro telematico dei propri dipendenti

 

La situazione di emergenza che stiamo attraversando in Lombardia a causa dell’emergenza Coronavirus sta costringendo diverse imprese a ripensare i propri modelli organizzativi.

La sfida che, nel volgere di poche giornate, si è posta al cospetto delle dirigenze riguarda la difficile conciliazione tra mantenimento della continuità operativa e tutela della salute dei dipendenti, nella maggior parte dei casi tenuti a casa a scopo precauzionale.

Regione Lombardia lo sa e, per questo motivo, ha istituito un piano speciale per sostenere tutte le imprese che intendano adottare una politica di lavoro alternativa basata sullo Smart Working.

In base all’azione concertata dal Pirellone, tutte le organizzazioni in possesso di partite Iva, caratterizzate da un numero minimo di tre dipendenti e iscritte alla Camera di Commercio del proprio Comune, naturalmente sito in Lombardia, potranno fare richiesta di partecipazione al fondo complessivo 4.500.000 euro, che gli esperti della Regione hanno già ripartito come segue:

 

  • 4.000.000 di euro destinati alle spese per l’organizzazione dei servizi di consulenza tecnica e di formazione del personale da adibire allo Smart Working
  • 500.000 di euro destinati alle spese per l’acquisto delle necessarie infrastrutture tecnologiche

 

L’apertura delle iscrizioni al bando, che, lo ricordiamo, è a fondo perduto, è fissata per il prossimo 2 aprile, e presuppone, come requisiti supplementari, l’assenza di un precedente piano aziendale dedicato al lavoro telematico e la regolarità dell’azienda con il pagamento dei contributi.

La domanda di partecipazione, in forma esclusivamente elettronica, deve essere recapitata attraverso il Sistema Informativo Bandi online, reperibile all’indirizzo web www.bandi.servizirl.it, che registrerà anche la data e l’ora dell’avvenuta ricezione digitale del materiale.