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La novità dal 1° luglio 2018: non sarà più possibile il pagamento dello stipendio in contanti. Confermata la tracciabilità della busta paga in un’ottica di trasparenza e lotta contro l’evasione fiscale. Si eviteranno così retribuzioni falsate.

Si attende ora la convenzione tra Governo, banche, Confindustria e sindacati che – in realtà – doveva già essere scritta entro la fine di marzo.

Il divieto di pagamento dello stipendio in contanti riguarda tutti i lavoratori dipendenti subordinati e parasubordinati, con esclusione dei lavoratori della pubblica amministrazione ed il lavoro domestico.

Il datore di lavoro o il committente potrà versare la retribuzione solo attraverso strumenti di pagamento tracciabili. Potranno essere quindi utilizzati bonifici, strumenti di pagamento elettronici, assegni bancari o circolari, oppure pagamenti in contanti presso sportelli bancari o postali, solo qualora sia stato aperto un conto corrente di tesoreria, con mandato di pagamento.

In caso di mancato rispetto di questi nuovi obblighi di legge, è prevista una sanzione amministrativa che va dai 1.000 ai 5.000 euro.

 

 

Tiziana Biasion

Responsabile dello Studio Rossi, Consulente del Lavoro ed Amministratrice del personale di aziende italiane dislocate in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e di multinazionali con headquarters nel Far East.

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