Nel Decreto Aiuti bis è stato introdotto l’articolo 25-bis, il quale ripristina il regime di lavoro agile fino al 31 dicembre 2022, senza che ci sia bisogno di firmare accordi individuali tra datore di lavoro e dipendente privato.

 

Fino al 31 dicembre 2022 torna lo Smart Working semplificato per tutti i lavoratori del settore privato grazie all’inserimento della misura nel testo del Decreto Aiuti bis durante l’iter di conversione in legge da parte del Parlamento.

Quindi, fino all’inizio dell’anno prossimo non saranno necessari accordi individuali tra datore di lavoro e dipendenti per poter attivare la modalità di lavoro agile.

 

Smart Working semplificato

La versione del decreto approvata dal Governo lo scorso agosto aveva previsto la fine del regime agevolato dello Smart Working, richiedendo un accordo individuale firmato dal datore di lavoro e dal dipendente, per fissare una serie di specifiche per la modalità di svolgimento del lavoro agile.

LEGGI ANCHE:  Cassa integrazione: 32,6 milioni di ore autorizzate nel mese scorso

Il nuovo articolo 25-bis, introdotto in Senato nel testo del Decreto Aiuti bis, però, ha reintrodotto la possibilità di attivare lo Smart Working senza un accordo formale tra datori di lavoro e dipendenti privati.

 

Smart Working semplificato per lavoratori fragili

Sempre fino al 31 dicembre 2022, il Decreto Aiuti bis proroga anche lo Smart Working per lavoratori fragili e per i genitori con figli sotto i 14 anni, anche senza un accordo aziendale.